Barbara Matera su pericolo reclutamento cittadini europei da parte di organizzazioni terroristiche
data: 27/11/2015
I tragici attentati del 13 novembre a Parigi ancora una volta hanno dolorosamente messo in luce la minaccia immediata alla sicurezza derivante dalla radicalizzazione, dal reclutamento di cittadini dell'Unione da parte di organizzazioni terroristiche e dai cosiddetti "combattenti stranieri". La 
sicurezza nazionale è di competenza degli Stati membri, tuttavia la natura transnazionale di tali complesse minacce richiede una risposta coordinata a livello dell'UE. 
La radicalizzazione, definita dalla Commissione europea come il fenomeno che vede persone abbracciare opinioni, vedute e idee che potrebbero portare ad atti terroristici, costituisce una grave minaccia alla sicurezza interna degli Stati membri dell'UE. 
Il 25 Novembre, è stata approvata a Strasburgo la Risoluzione del Parlamento europeo sulla prevenzione della radicalizzazione e del reclutamento di cittadini europei da parte di organizzazioni terroristiche; Il relatore, Rachida Dati (PPE, Francia), ha fatto riferimento a "focolai" di cittadini europei radicalizzati che possono viaggiare liberamente in tutta l'Unione all'interno dell'area Schengen priva di frontiere e ha esortato a dare una "risposta veramente europea" a tale minaccia comune. 
La relazione sottolinea l'esigenza di bloccare i canali di finanziamento dei terroristi mediante un miglioramento della trasparenza in relazione ai flussi finanziari esterni e riconosce la radicalizzazione come un fenomeno globale che richiede una risposta a livello internazionale, non solo locale o europeo.